C’è un mondo che nasce lentamente, con le mani nell’argilla e lo sguardo rivolto al futuro.
È un mondo fatto di pace, rispetto, amicizia e bellezza condivisa: è “Il Mondo che Vorrei”,
il grande progetto artistico-educativo ideato da Fondazione Lene Thun, che coinvolge oltre 4.000 bambine, bambini e adolescenti in cura negli ospedali di tutta Italia.
Il Mondo che Vorrei” è un respiro di speranza.
Nasce dalle mani di bambini e ragazzi nei laboratori di ceramico-terapia della Fondazione Lene Thun all’interno di 56 reparti ospedalieri italiani.
Questo villaggio immaginario custodisce la delicatezza dei piccoli artisti, che con la loro fragilità trasformano l’argilla in visioni di un futuro migliore.
Ogni forma, ogni colore, ogni dettaglio racconta il desiderio di un mondo più giusto, più gentile, più umano. È un invito rivolto a tutti — adulti, istituzioni, comunità — a fermarsi, ascoltare e costruire insieme quel sogno.
Perché la vera forza nasce proprio dalla fragilità, dal coraggio di chi osa immaginare un domani in cui nessuno è escluso e in cui vicinanza, inclusione e umanità diventano i mattoni di un futuro fondato sulla solidarietà, sul rispetto e sulla pace.
Attraverso la modellazione dell’argilla, bambini e ragazzi in cura negli ospedali danno vita a una comunità ideale: un villaggio aperto e accogliente, dove ogni differenza diventa ricchezza e nessuno viene lasciato indietro.
Con mani fragili ma visionarie, ciascun partecipante plasma un personaggio, un simbolo o un frammento di paesaggio che racconta il mondo che desidera abitare. Alberi che danzano al vento, animali liberi, case colorate, ponti che uniscono, fiori che sbocciano, costellazioni che brillano: ogni opera è accompagnata da un pensiero, una frase, un desiderio che custodisce la voce autentica del piccolo artista.


“Ogni figura è un frammento di sogno: insieme diventano un orizzonte da attraversare”
Il progetto si comporrà successivamente in una grande installazione collettiva: oltre 4.000 figure in ceramica raccolte in uno spazio museale interattivo e immersivo.
Non un’opera da guardare soltanto, ma da attraversare: un viaggio dentro i sogni condivisi e i valori che uniscono le nuove generazioni, ricordandoci che la fragilità può diventare la più luminosa delle forze.

Da ottobre 2024 fino a ottobre 2026, il progetto si sviluppa a livello nazionale, abbracciando 18 regioni italiane e trovando la sua casa principale in 56 reparti pediatrici degli ospedali italiani.
Qui, all’interno dei laboratori di ceramico-terapia della Fondazione Lene Thun, guidati da ceramisti professionisti e volontari, la fragilità dei bambini diventa forza creativa e il laboratorio si trasforma in un momento di riflessione e crescita collettiva.
In ognuno dei 56 laboratori previsti, ogni bambina e bambino dà vita a un’opera unica e riceve un attestato di partecipazione: un piccolo simbolo che testimonia il suo contributo a un sogno condiviso.

ANCONA – Ospedale Pediatrico Salesi; AREZZO – Ospedale San Donato; BARI – Policlinico di Bari; BERGAMO – Ospedale Papa Giovanni XXIII; BOLOGNA – Policlinico Sant’Orsola; BOLZANO – Ospedale San Maurizio; CAGLIARI – Ospedale Microcitemico; CAMPOBASSO – Azienda Ospedaliera Antonio Cardarelli; CATANIA – Presidio Ospedaliero G. Rodolico & WonderLAD; COSENZA – Ospedale Civile dell’Annunziata; LECCE – Ospedale Vito Fazzi; GENOVA – Piccolo Cottolengo Don Orione; MERANO – Ospedale Tappeiner; MILANO – Istituto Neurologico Carlo Besta; MILANO – Istituto Nazionale dei Tumori; MODENA – Policlinico di Modena; MONZA – Centro Maria Letizia Verga & Ospedale San Gerardo; NAPOLI – Ospedale Santobono Pausilipon; PADOVA – Clinica di Oncoematologia Pediatrica; PALERMO – Ospedale ARNAS Civico e Di Cristina; PAVIA – Istituto Neurologico Fondazione Mondino; PESCARA – Ospedale Santo Spirito; POTENZA – Centro Territoriale Cure Palliative; REGGIO CALABRIA – Grande Ospedale Metropolitano; ROMA – Policlinico Gemelli & Ospedale Pediatrico Bambino Gesù; SAN GIOVANNI ROTONDO – Casa Sollievo della Sofferenza; TORINO – Ospedale Regina Margherita; TRENTO – Centro di Protonterapia & Ospedale Santa Chiara; TRIESTE – IRCCS Materno-Infantile Burlo Garofolo; VERONA – CERRIS; VARESE – Ospedale dei Ponte.
Il progetto culminerà in una doppia esposizione: una digitale, accessibile a tutti e sempre viva, e una fisica, allestita in un luogo speciale che resterà una sorpresa fino alla sua inaugurazione. Due dimensioni complementari per un’unica esperienza: attraversare i sogni dei bambini e scoprire, insieme, i valori che ci uniscono.

L’argilla non è soltanto materia da plasmare: è un linguaggio silenzioso che permette ai bambini di raccontarsi, di dare forma alle emozioni e di trasformare la fragilità in bellezza.
Nei laboratori di ceramico-terapia della Fondazione Lene Thun, ogni gesto diventa cura: la manipolazione dell’argilla stimola la creatività, favorisce la concentrazione, rafforza il senso di appartenenza e apre spazi di condivisione autentica. È un tempo sospeso, in cui la manualità si intreccia con l’immaginazione e la comunità si costruisce pezzo dopo pezzo.
Il potere terapeutico dell’argilla è concreto: attraverso la modellazione, i piccoli pazienti ritrovano fiducia, imparano a esprimere ciò che non riescono a dire con le parole e vivono con maggiore serenità il percorso di cura. Questo li aiuta anche ad accogliere meglio le terapie mediche, perché la mente e il cuore si sentono più leggeri.
Così, ogni opera diventa molto più di un oggetto: è un frammento di vita, un segno di resilienza, un mattone di quel mondo che i bambini sognano e che noi, insieme a loro, possiamo imparare a costruire.